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15 agosto 2012
Dati Istat: situazione grave per Viterbo
L’indagine annuale dell’Istituto nazionale di statistica “Dati ambientali nelle città – 2011” fotografa lo stato della qualità ambientale, con risultati a dir poco insoddisfacenti per il capoluogo. “I dati diffusi confermano quanto andiamo ripetendo da tempo e cioè il fallimento dell’amministrazione comunale di Viterbo, priva di progettualità per una migliore sostenibilità ambientale e qualità della vita”, sostiene Paolo Felice , coordinatore dell’Associazione degli Ecologisti Democratici della Tuscia.

Gli indicatori ambientali presi a riferimento dall’Istat evidenziano gravi criticità, in particolare sulla percentuale ridotta di raccolta differenziata (il report colloca Viterbo nel gruppo di coda, tra le 19 città che neppure raggiungono il 15 per cento della differenziata, contro il valore medio del 30,7 per cento nei capoluoghi del Centro) e sull’eccessivo tasso di motorizzazione: siamo al secondo posto in Italia, dopo Aosta, per il numero di autovetture, ben 754 ogni 1.000 abitanti, mentre la media, comunque elevata, è di 614, segno dell’assenza di un piano di mobilità sostenibile. Ma a concorrere alla scarsa qualità ambientale sono altri importanti indicatori, come la contrazione di consumo dell’acqua ad uso domestico, dovuta alla presenza di arsenico: Viterbo è tra i comuni del Centro dove la diminuzione è più accentuata. Eppure le bollette aumentano. Un triste primato è altresì quello relativo agli impianti fissi per il monitoraggio della qualità dell’aria; anche in questo caso, siamo in coda alla lista, in compagnia di Enna, Matera, Andria e L’Aquila.

“Bisogna percorrere nuove strade per rendere Viterbo una città moderna, sostenibile, cioè una smart city quale modello generale per la città del domani: una città in grado di affrontare le sfide della lotta ai cambiamenti climatici, del rilancio dell’economia, dell’equità sociale, dell’innovazione tecnologica e culturale e della sostenibilità. Viterbo merita sicuramente un futuro migliore. Merita -sostiene Felice- che la città stessa venga messa al centro di un progetto innovativo, partecipato, organico riqualificando un tessuto urbano, sociale ed economico in un’ottica di sostenibilità ambientale”.



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5 luglio 2012
Paolo Felice nell'esecutivo regionale del PD Lazio
“E’ davvero una bella notizia sapere che nel nuovo Esecutivo regionale del Pd, Enrico Gasbarra abbia indicato Paolo Felice, dirigente e fondatore degli Ecologisti Democratici”: è quanto afferma Marco Ciarafoni, responsabile biodiversità del Pd e portavoce nazionale degli Ecodem.

“Finalmente l’ambiente e la green economy non saranno solo il capitolo di un programma ma l’azione pulsante di una prospettiva di cambiamento per la nostra regione, lacerata e umiliata dalle scelte nefaste del centrodestra e della giunta Polverini. C’è molto da fare in tal senso – prosegue Marco Ciarafoni – a partire dalla necessità, in tempo di crisi, di far ripartire lo sviluppo all’insegna della qualità e dell’economia verde”.

“Al tempo stesso occorre mettere in campo idee e proposte concrete su temi decisivi quali sono tra gli altri: quelli energetici lasciando alle spalle l’era dei combustibili fossili per puntare decisamente all’efficienza e alle energie rinnovabili; quelli della gestione dei rifiuti in un’ottica europea; del buon governo del territorio prevedendo riqualificazione e riconversione e non ulteriore consumo di suolo e cementificazione selvaggia; della tutela del paesaggio, dei beni comuni, come l’acqua pubblica, e della bellezza delle nostre campagne promuovendo la missione e il lavoro dei parchi e della ricostruzione del patrimonio faunistico per contribuire alla difesa di quello straordinario patrimonio di biodiversità presente nel Lazio; della mobilità sostenibile indirizzando le scelte sul trasporto pubblico e su ferro, migliorandone altresì il servizio”

“Un grande lavoro da fare – conclude Marco Ciarafoni -sapendo che il futuro si costruisce sapendo ascoltare e concertando, per ridare fiducia e acquisire idee e competenze dalla società civile. La storia e la competenza di Paolo Felice sono una ottimo partenza per dare compiutezza a quel programma di rinnovamento che ha portato all’elezione di Enrico Gasbarra”.



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5 luglio 2012
Conferenza Nazionale economia verde



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11 giugno 2012
Conferenza nazionale economia verde
 

Conferenza nazionale del PD sulla green economy, con la partecipazione di tanti esperti ed imprenditori del settore.



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5 giugno 2012
Roma, la nostra bella città: 7 giugno
Roma, la nostra bella città" - Per una nuova stagione dell'ambiente, della cultura e dell'economia verde. Assemblea pubblica promossa dagli Ecologisti democratici con Nicola Zingaretti per giovedì 7 giugno alle ore 17 a Roma presso l'Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131



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3 maggio 2012
Arsenico: basta emergenza
Gli ecologisti democratici della Tuscia, il circolo PD Gemma Piacentini e il Gruppo PD alla regione Lazio hanno organizzato una importante assemblea pubblica per discutere della grave emergenza che colpisce la Tuscia. Appuntamento martedì 8 maggio Cinema Lux ore 17,30



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17 marzo 2012
Tav Torino - Lione: la posizione degli Ecodem
Di seguito la nota degli Ecodem dopo la conferenza stampa di ieri a Torino: 

Come Ecodem abbiamo sempre cercato di ricondurre il confronto sul Tav Torino - Lione da guerra di religione a discussione sul merito. Per noi quest'opera non è un simbolo del demonio e non è un emblema del progresso: è, per l'appunto, un'opera pubblica. La sua accettabilità dipende dal fatto che non abbia un impatto ambientale devastante, e questo francamente ci pare un obiettivo realistico e possibile viste anche le modifiche già apportate al progetto; quanto alla sua utilità, va giudicata soprattutto sul fatto che essa contribuisca o meno a far viaggiare molte più merci su ferrovia e molte meno merci su strada. L'obiettivo di una mobilità ambientalmente sostenibile delle merci e delle persone è per noi un obiettivo prioritario, per ridurre l'inquinamento ed i consumi energetici e per contribuire alla salvaguardia del clima. Ma non basta una nuova infrastruttura perché come per magia le merci scendano dai Tir e salgano sul treno: servono politiche dei trasporti che incentivino il trasporto su rotaia e disincentivino quello su gomma, servono misure concrete come quelle adottate da altri paesi dell'arco alpino quali la Svizzera e l'Austria. Per tutto questo condividiamo il documento di Ferrentino, che rifiuta la guerra di religione e invece mette al centro tali obiettivi, dicendo con chiarezza ciò che andrebbe fatto, e finora non è stato fatto, affinché si realizzino.
Insomma noi vorremmo che da oggi, per parlare del progetto Torino - Lione, si parli delle cose da fare da subito per spostare le merci su ferrovia e dunque dare senso anche alla Tav. Si parli delle misure che in buona parte sono già indicate nel documento dell'Osservatorio firmato a Pracatinat nel 2008, finora rimaste lettera morta, e della svolta necessaria nella politica dei trasporti del nostro paese.
Ne proponiamo alcune che a noi sembrano particolarmente significative. Si affianchi all'indagine geognostica la progettazione del nodo di Torino per affrontare la questione decisiva dell'attraversamento dell'area urbana e del ruolo dell'interporto di Orbassano; si dica con chiarezza che la nuova galleria di sicurezza che si sta per scavare accanto al traforo autostradale del Fréjus non diventerà mai un raddoppio del tunnel; si ratifichi il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi; si cominci a incentivare e potenziare il trasporto delle merci su rotaia e si smetta di foraggiare con sussidi a pioggia l'autotrasporto, che ancora nei mesi scorsi ha ricevuto una regalìa di alcune centinaia di milioni. Infine - anche su questo il documento di Ferrentino dice cose chiare e condivisibili - si finisca di parlare di ‘compensazioni': se la Tav è un'opera utile non c'è nulla da compensare, semmai c'è da integrarla in una vera prospettiva di sviluppo sostenibile che riguardi la Val di Susa, il Piemonte, l'Italia.



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4 marzo 2012
Intervento di Fabrizio Vigni sulla TAV

Riportiamo di seguito l'intervento pienamente condivisibile del Presidente dell'associazione Fabrizio Vigni in merito alla TAV.   

 “ SI ALLA TORINO-LIONE, A CONDIZIONE CHE SI SPOSTI DAVVERO IL TRAFFICO DALLA STRADA ALLA FERROVIA” “La realizzazione della Torino - Lione ha un senso se è accompagnata da politiche che spostino davvero il traffico delle merci dalla strada alla ferrovia: questo credo debba essere il principale obiettivo degli ambientalisti.”. E’ quanto dichiara il presidente nazionale degli Ecologisti Democratici Fabrizio Vigni, che aggiunge: “Bisogna riaprire il dialogo, mettendo al bando ogni forma di violenza e di intolleranza, e tornare a discutere liberando il campo da opposti ideologismi: una ferrovia è una ferrovia, non è né il simbolo del male né il simbolo del progresso. Da ecologista, voglio valutare il progetto anzitutto da due punti di vista: il suo impatto ambientale e la sua capacità di modificare il traffico delle merci e delle persone nella direzione di una mobilità più sostenibile. Per quanto riguarda il primo aspetto, bisogna riconoscere che grazie al confronto che si è sviluppato in questi anni, e per merito anche di associazioni ambientaliste e amministratori locali, il progetto iniziale è stato profondamente cambiato, modificando il tracciato e riducendone l’impatto ambientale. Per quanto riguarda il secondo aspetto, non sottovaluto le obiezioni di chi critica l’opera dal punto di vista del rapporto costi-benefici e delle previsioni dei flussi di traffico, tanto più in una fase di crisi economica. E non c’è dubbio che dobbiamo immaginare per il futuro modelli di sviluppo e di crescita dell’economia assai diversi dal passato. Ma non credo che possa essere abbandonato l’obiettivo di spostare quanto più possibile il trasporto di merci e persone dalla strada alla ferrovia, proprio per ragioni di sostenibilità ambientale del sistema dei trasporti. E’ paradossale da questo punto di vista che in questo momento nessuno o quasi stia protestando contro l’ipotesi di raddoppio del traffico autostradale nel tunnel del Frejus, cosa che a mio parere va invece assolutamente evitata. ”



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sfoglia luglio       


Ecodem
Noi per l'ambiente


Ci diamo un obiettivo ambizioso: aprire una nuova stagione dell'ambientalismo politico italiano. Non ci stancheremo di ripeterlo: il nostro non è un ambientalismo accomodante, moderato: sappiamo quanto radicali siano i cambiamenti necessari. Ma è un ambientalismo che si assume responsabilità, si rimbocca le maniche, si impegna per le migliori soluzioni possibili. E' l'ambientalismo dell'interesse generale, del decidere, del fare. E' un ambientalismo moderno, propositivo, a "vocazione maggioritaria". Che tiene insieme concretezza e visione del futuro. A questo ambientalismo moderno e riformatore vogliamo dare più forza con l'associazione degli ecologisti democratici. Cos'è la nostra associazione? Non è una corrente. Non vogliamo ritagliarci una nicchia, il nostro obiettivo è più ambizioso: vogliamo che tutto il PD sia un grande e moderno partito ambientalista. Sappiamo anche che questa scommessa è ancora in gran parte da vincere. Noi diamo voce a qualcosa di più grande di una corrente: ad una delle culture costitutive del PD, forse la più innovativa. Ci accomuna una visione del futuro, non una appartenenza del passato siamo una associazione aperta anche a chi non intende aderire al PD, utile al partito per radicarsi nella società. Un luogo di partecipazione e di impegno per tante ragazze e ragazzi, per tecnici, ricercatori, imprenditori. In una assemblea ha preso la parola una ragazza: "Non sono mai stata iscritta ad un partito, neppure ad una associazione ambientalista - ha detto - ma oggi ho deciso di aderire alla vostra, perché se in questo modo un grande partito si occupa finalmente sul serio di ambiente mi interessa". Vogliamo essere un esempio di come si può articolare il pluralismo senza rinchiuderlo in correnti, e di come si può strutturare in modo nuovo un partito. Una associazione aperta, che opera dentro e fuori il PD. Che fa vivere l' "ambientalismo del fare" non solo dentro il partito, ma prima ancora nella società, nei luoghi in cui si fa ricerca, si lavora, si produce. Che stimola le amministrazioni locali. Che si impegna a far crescere un nuovo civismo ecologista nei comportamenti dei cittadini. Abbiamo scelto, come simbolo, un'ape. Insetto sociale, sensibile come pochi altri ai cambiamenti climatici ed all'inquinamento. Simbolo di laboriosità che fa bene all'ambiente e alla dolcezza del vivere.(Ma anche dotato di pungiglione, da usare quando necessario…) E se è vero che il PD ha bisogno di più radicamento e più innovazione, di buona politica e di visione del futuro, la nostra esperienza può essere davvero molto utile alla costruzione del nuovo partito. Uno degli affluenti che portano acqua al fiume. Acqua fresca, pulita."

Estratto della relazione di Fabrizio Vigni - Presidente Nazionale dell'associazione - 1° Assemblea nazionale - Roma, 28.06.2008